PLUSDOTAZIONE E LAVORO. Opportunità, rischi psicosociali e responsabilità organizzative

Roma, Innovation Training Summit 2026

Siamo abituati a parlare di rischio quando manca qualcosa: competenze, risorse, formazione. Ma se invece la domanda fosse diversa?  Cosa succede quando il problema non è la mancanza, ma l’eccesso? Cosa accade quando una persona ha un funzionamento cognitivo molto elevato, un forte senso di responsabilità, una capacità di analisi superiore alla media… ma lavora in un contesto che non è strutturato per riconoscerlo e governarlo? In questi casi non parliamo solo di talento, ma di plusdotazione cognitiva o alto potenziale cognitivo: un potenziale che, se non adeguatamente compreso, può trasformarsi da risorsa strategica a fattore di rischio psicosociale.

Il paradosso è che spesso queste persone non emergono nei sistemi di prevenzione: performano, tengono insieme i processi, assorbono complessità. E proprio per questo diventano invisibili. Proviamo a riflettere su un cambio di prospettiva: la plusdotazione non come caratteristica individuale da gestire, ma come responsabilità organizzativa, che interroga direttamente i temi della salute, della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro.

L’intervento affronta il tema della plusdotazione cognitiva (o giftedness) o degli alto potenziali cognitivi nei contesti lavorativi, superando una visione esclusivamente legata alla performance. Il focus è posto sulle opportunità offerte dall’elevato potenziale cognitivo, ma anche sulle criticità e sui rischi psicosociali che possono emergere in organizzazioni non preparate a riconoscerlo e gestirlo. Viene proposta una lettura in chiave di salute, sicurezza e benessere organizzativo, evidenziando il ruolo delle responsabilità organizzative e dei sistemi di prevenzione evoluta.

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