Guida pratica per le famiglie e la scuola
“Mio figlio è molto intelligente, ma a scuola non rende.”
“Ha imparato a leggere da solo a 4 anni, però non riesce a stare fermo.”
“È sveglissima, ma si distrae, sogna a occhi aperti e si annoia sempre.”
Queste sono solo alcune delle frasi che genitori e insegnanti mi hanno rivolto in presenza di bambini e bambine che sembrano “fuori dai canoni”.
Sono piccoli segnali di un potenziale che va oltre la norma, ma che spesso non viene riconosciuto o viene frainteso.
Ma cosa vuol dire davvero essere plusdotati? Qual è la differenza tra
un bambino “bravo”, uno “intelligente”, uno “talentuoso” e uno ad “alto
potenziale cognitivo”? E soprattutto: perché è importante comprenderlo?
Questo è l’incipit col quale apro uno dei capitoli del mio nuovo libro scritto nella mia professione di psicologo clinico e psicodiagnosta; un testo pensato per dare risposte e strumenti a genitori e insegnanti per comprendere come meglio relazionarsi con bambini ad alto potenziale cognitivo o plusdotati, dal punto di vista cognitivo, emotivo e relazionale.
Spero che questo libro possa essere di aiuto alle tante persone, in età adulta o in età evolutiva, al fine di comprendere meglio questa neurodivergenza e acquisire alcuni strumenti per supportare i bimbi nel loro sviluppo e gli adulti per comprendersi meglio.



